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In collaborazione con l’associazione Roero Langhe Mare

LA PiEDAGGERA, 661 modi per andare a piedi da Comune a Comune lungo sopra e sotto una delle più panoramiche strade dell’Alta Langa.

Si partiva a piedi per andare al mercato del paese a vendere le tume o le uova, per scambiare il maschio delle pecore, per portare sul carro trainato dai buoi le uve alla cantina, per recarsi al ballo o alla sagra. I sentieri e le carrarecce collegavano ogni cascina, ogni borgata, ogni comune dell’Alta Langa, attraversando boschi e rittani, toccando sorgenti e piloni votivi.

Li conoscevano bene donne, uomini e bambini; ciascuno li percorreva per motivi diversi: portare le greggi al pascolo, raccogliere erbe e bacche spontanee, cercare funghi e trifule, combinare matrimoni o fantasticare su migliori affari ritornando dal duro lavoro nei campi.

Poi accade che l’economia da rurale diventa industriale, e tutto accelera: uomini e merci iniziano a spostarsi sempre più velocemente su mezzi che hanno bisogno di strade asfaltate, diventate provinciali e statali. Perdono d’importanza le vie di comunicazione fino ad allora usate, si declassano, e non ci sono più le risorse umane e finanziarie per mantenerle vive.

Solo il turista che si sposta lentamente a piedi o in bicicletta ora sembra apprezzarle, tornando a chiederne la manutenzione. I tanti segnavia e le paline informative disseminate su questo labirinto di sentieri testimoniano la fitta rete di percorsi che attraversa, in lungo e in largo, le dorsali e le valli di queste colline.

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FINALITA'

dare vita ad un trekking a tappe per ri-collegare i vari Comuni aderenti all’Associazione “La Pedaggera 661” riutilizzando i vecchi sentieri e le numerose stradine secondarie, a bassa percorrenza, facendo visita alle aziende agricole (prodotti biologici e a marchio d.o.p.) e favorendo la conoscenza delle diverse peculiarità di questo territorio, da quelle paesaggistiche e naturalistiche a quelle architettoniche e storiche (i vari endemismi botanici e le aree naturali protette, gli ungulati e il ritorno del lupo, i crutin e i muretti a secco, le pievi e le torri…).

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OBIETTIVI

  1. Tracciare e mappare gli itinerari con il gps per rendere accessibili e fruibili i percorsi

  2. Censire i servizi per il turista (ospitalità, bar e ristorazione, esercizi commerciali in cui fare degustazioni e trovare prodotti tipici, aziende agricole, offerte culturali e ricreative…)

  3. Creare una rete di collegamento tra le Persone per mettere in relazione le diverse realtà presenti, al fine di favorire ed incentivare scambi e collaborazioni

  4. Ragionare sulle modalità più efficaci ed efficienti nonché ecologiche di una corretta manutenzione della rete sentieristica

  5. Promuovere un turismo lento e consapevole

  6. Favorire una progettualità condivisa tra le varie Amministrazioni locali

  7. Presidiare il territorio

 

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STRATEGIE

Nei primi mesi dell’anno 2020 alcuni Accompagnatori Naturalistici che già conoscono il territorio cercheranno i migliori percorsi per collegare i vari Comuni aderenti alla manifestazione “Cinema per la terra”.

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Le relazioni nate negli scorsi anni grazie all’esperienza di “Cinema per la terra” costituiscono la base su cui andare a chiedere collaborazione e sostegno a ciascuna realtà locale per la mappatura del territorio al fine di poterne presentare le peculiarità e specifiche caratteristiche ai visitatori e partecipanti della nuova edizione.

Cercando di proporre la visione del film durante il fine settimana, si tratta infatti di offrire anche la possibilità dell’escursione a piedi da Comune a Comune durante la giornata del sabato o della domenica. Si richiede di arrivare coi propri mezzi al mattino in un Comune, si percorre l’itinerario di collegamento col secondo Comune a piedi, prevedendo diverse soste di interesse a carattere naturalistico storico o enogastronomico. La giornata si conclude con la visione del film e la disponibilità dei cittadini ospitanti, preallertati, di riaccompagnare i camminatori al Comune da cui si è partiti la mattina per poter così recuperare i propri mezzi. Si auspica in questo modo di incentivare gli scambi e la collaborazione per il successo dell’iniziativa e, perché no, la nascita di relazioni che potrebbero sfociare in nuovi progetti di comunità.